LA ROBOTICA COME STRUMENTO PER AUMENTARE LA PRODUTTIVITA'


Durante l’ultima audizione tenuta dal former presidente della FED, Alan Greenspan, all’American Enterprise, fra i tanti interessanti temi toccati 2 appaiono particolarmente degni di nota:

https://www.aei.org/multimedia/episode-4-alan-greenspan-on-causes-and-implications-of-secular-stagnation-and-possibly-stagflation/

L’invecchiamento della popolazione è un fatto ormai di stretta attualità anche per i paesi emergenti. Le dinamiche che stanno caratterizzando il nostro paese purtroppo contraddistinguono anche gli altri in tutto il mondo, portando come conseguenza una sempre maggior riduzione della popolazione attiva.

Come si può osservare dal grafico elaborato dall’istituto CEIC (www.ceicdata.com), il tasso di invecchiamento del mondo intero conoscerà una forte accelerazione proprio nei prossimi 3 decenni, ad un ritmo decisamente superiore a quello sperimentato negli ultimi 100 anni. In Europa tale processo è già iniziato da alcuni decenni e si stabilizzerà intorno al 2050 (quando ormai la popolazione attiva sarà ridotta al lumicino).

Anche il costo del lavoro ormai si sta sempre più omogeneizzando; si veda infatti come la globalizzazione ha già ormai portato il livello del costo della manodopera in Cina quasi al pari di quello degli USA.

Questi sono i fatti illustrati autorevolmente anche da Greenspan.

Quali le soluzioni? Greenspan propone un’apertura delle frontiere per sopperire all’ineludibile ed oggettivo invecchiamento della popolazione. Su questi aspetti, come sappiamo, è (e dovrebbe essere) la politica piuttosto che le autorità monetarie, a dover gestire e coordinare il tutto. La realtà ci illustra tuttavia giornalmente come invece la lungimiranza delle scelte politiche sia ben carente.

Il progresso tecnologico, all’opposto, sta dando un incredibile contributo all’aumento della produttività. E’ infatti verosimile ritenere che questo apporto sarà sempre più massiccio e preponderante.

Un dato su tutti: Tesla ha recentemente privilegiato l’apertura di uno stabilimento produttivo in California piuttosto che in Messico nonostante, come risaputo, la manodopera in Messico sia decisamente più economica rispetto a quella negli Stati Uniti. Questo è stato possibile proprio grazie alla robotica ed all’innovazione tecnologica su cui ha da sempre investito questa azienda. Un operaio in Messico costa su base annua circa 25.000$; più o meno lo stesso costo (una tantum) di un robot che però gode del duplice vantaggio di poter lavorare tutto l’anno senza interruzioni e che può facilmente essere aggiornato/sostituito tramite normale upgrade di routine.

L’evidenza di questi fatti porta ad una conclusione amara ma molto probabilmente ineludibile: la produttività potrà aumentare (ed aumenterà nel futuro) grazie alla robotica ed alle innumerevoli conquiste che porterà in tutti i settori.

Nei prossimi decenni sentiremo sempre più parlare di sensazionali innovazioni in tal senso al pari di quanto accadde dopo l’avvento di internet o dopo la rivoluzione industriale del secolo scorso. I settori toccati sono un po’ tutti: farmaceutico, industriale, tecnologico, difensivo e servizi.

Fortunatamente per gli investitori, esiste già la possibilità di puntare su questa nuova frontiera in quanto da qualche anno sono arrivati i primi ETFs. Ad esempio in Europa c’è “ROBO Global® Robotics and Automation GO UCITS ETF” che replica l’indice ROBO Global.

Dato quindi che nulla possiamo fare nel nostro piccolo per influenzare questi fenomeni generazionali, almeno sappiamo che disponiamo degli strumenti per poterne comunque cogliere le opportunità di breve e soprattutto di lungo termine.

Pubblicato il 17/07/2017



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