BORSA ITALIANA A CONFRONTO CON LA BORSA USA


Per effetto dei diversi fusi orari, la borsa italiana e la borsa americana restano aperte contemporaneamente solo 2 ore ogni giorno (dalle 15:30 alle 17:30). L’unica eccezione si ha quando avviene il cambio da ora legale a solare (e viceversa) in tempi sfasati fra USA ed Europa.

Molti di voi si saranno chiesti tante volte se, ed in quale misura, la borsa italiana “recepisce” i movimenti della borsa USA in essere durante le ore in cui quest’ultima è aperta mentre la prima è ancora chiusa (ad esempio durante la sera e notte europea).

Nel seguente grafico a 30 minuti possiamo vedere in azzurro l’andamento della borsa USA, ed in giallo quello della borsa italiana. Già così, ad occhio, possiamo notare come non sempre l’indice FTSE MIB recepisca in toto i movimenti registrati dall’indice S&P500 durante la notte e neppure durante la sessione regular di quest’ultima.

Per questa ragione abbiamo cercato di fare uno studio più approfondito.

In particolare ci siamo soffermati sui prezzi dei due mercati, fotografati alle 17:30 di ogni giorno. Lo scopo è quindi analizzare la morfologia di queste due banche dati per capirne le correlazioni e le analogie. Osserviamo dunque il seguente grafico:

Si tratta di un grafico a dispersione in cui nell’asse orizzontale (ascisse) troviamo le variazioni % ad un giorno dell’indice S&P500, calcolate prendendo come riferimento il prezzo delle 17:30. Nell’asse verticale (ordinate) troviamo invece le corrispondenti variazioni % ad un giorno dell’indice italiano FTSE MIB, calcolate sempre relativamente al prezzo delle 17:30. Questo particolare del campo time è quello che fa veramente la differenza.

Ogni pallino restituisce la variazione % giornaliera dei due mercati in ciascun giorno lavorativo degli ultimi 7 anni.

Per ogni punto, la sua intersezione con l’asse delle ascisse ci fornisce la variazione dell’indice S&P500 in un dato giorno mentre la sua intersezione con l’asse delle ordinate ci indica la corrispondente variazione del FTSE MIB in quel medesimo giorno.

Ad esempio, il punto isolato in alto a destra si trova in corrispondenza di un valore pari al 3.9% in ascissa e 11.5% in ordinata, va interpretato in tal modo: in quel giorno a fronte di una variazione giornaliera (rispetto al prezzo delle 17:30) della borsa USA pari al 3.9%, la borsa italiana ha registrato un +11.5%.

Analogamente dicasi per tutti gli altri 1826 punti del grafico a dispersione.

A questo punto dell’analisi, possiamo tracciare la retta di regressione di questa nuvola di punti. Otterremo l’equazione che identifica il coefficiente beta ed alfa, rispettivamente pari a 1.2606 e -0.0005.

Dato che il coefficiente alfa è praticamente nullo, quello che conta è il coefficiente beta. Il valore da esso assunto ci indica che la borsa italiana tende a moltiplicare per un 1.26 volte le variazioni giornaliere (positive e negative) della borsa americana. Rappresenta dunque una indicazione sul reale moltiplicatore della borsa italiana rispetto all’indice S&P500. Mediamente, dunque, in caso di una variazione dell’1% dell’indice S&P500, il nostro mercato registrerà una variazione pari all’1.26%. L'R-squared pari a 0.566 è sintomo di una forte volatilità e dispersione dei vari punti della nuvola di regressione, attorno alla retta di regressione medesima (ricordiamo infatti che questo indicatore statistico oscilla fra 0 ed 1, ove 0 corrisponde a fenomeni profondamente dispersivi attorno alla propria retta di regressione, ed 1 equivale a fenomeni perfettamente rappresentabili da quest'ultima).

Ma le informazioni che ci fornisce quel grafico a dispersione non terminano qui.

Analizziamo cosa rappresentano i 4 quadranti.

Quadrante 1: racchiude tutte le volte in cui la borsa USA ha registrato una variazione negativa, mentre quella italiana una variazione positiva;

Quadrante 2: racchiude tutte le volte in cui sia la borsa USA che la borsa italiana hanno registrato una variazione positiva;

Quadrante 3: acchiude tutte le volte in cui sia la borsa USA che la borsa italiana hanno registrato una variazione negativa;

Quadrante 4: racchiude tutte le volte in cui la borsa USA ha registrato una variazione positiva, mentre quella italiana una variazione negativa;

Mentre i punti dei quadranti 2 e 3 sono facilmente spiegabili ed intuibili, quelli del quadrante 1 e 4 lo sono meno. Essi rappresentano infatti delle divergenze: la borsa USA è salita mentre quella italiana è scesa (e viceversa).

Come possiamo sfruttare queste divergenze? Hanno delle ripercussioni il giorno dopo? Se si, in quale misura?

Abbiamo dunque effettuato la seguente analisi:

Dato che si è verificata una divergenza, cosa è successo il giorno dopo?

La risposta ci viene fornita, ancora una volta, da un grafico. O meglio, da due grafici a dispersione subordinati (e limitati) ai quadranti 1 e 4.

Il Grafico A si focalizza su quanto accaduto il giorno successivo a quello in cui si è presentato un pattern tipico del quadrante 1 (ovvero indice S&P500 negativo e indice FTSE MIB positivo).

Il Grafico B, analogamente, si riferisce a quanto avvenuto il giorno successivo a quello in cui si è presentato un pattern riconducibile al quadrante 4 (indice S&P500 positivo e indice FTSE MIB negativo).

Per togliere “rumore” all’analisi, ci siamo limitati alle situazioni riconducibili ai quadranti 1 e 4 in cui la differenza in valore assoluto fra le variazioni dei due indici è stata superiore all’1.5% (questo per evitare di soffermarsi su variazioni trascurabili e di poco rilievo, al fine di concentrarsi invece su divergenze piuttosto significative in valore assoluto).

Ecco finalmente un’indicazione operativa molto interessante e per nulla scontata: i punti che si trovano all’interno delle aree colorate in verde dei Grafici A e B sono molto più frequenti di quelli esterni. Quelle aree sono dunque più popolate delle altre. Cosa significa operativamente questo?

Indica che operando in modalità contrarian al verificarsi di una divergenza fra i due indici, si hanno molte probabilità di ottenere un profitto il giorno successivo. Facciamo un esempio per chiarire bene il concetto.

Quando si verifica un pattern di cui al Quadrante1? Quando l’S&P500 è sceso mentre l’ FTSE MIB è salito. Ebbene, secondo questa analisi, quando si verifica questo scenario e quando la differenza in valore assoluto fra le due variazioni è superiore all’1.50%, dovremmo assumere una posizione long di S&P500 e short di FTSE MIB.

Viceversa quando occorre una divergenza opposta (quadrante 4). Un semplice ragionamento effettuato osservando il grafico, aiuterà certamente la comprensione matematica di quanto affermato.

Se da un punto di vista probabilistico, sui grandi numeri, questo vantaggio è del tutto evidente, andiamo ora a tradurlo in risultati concreti tramite un’equity line.

Nel grafico che segue, possiamo notare cronologicamente e quantitativamente l’evoluzione di questo vantaggio statistico nel corso del tempo, a partire dal 2009.

Al di là del risultato in sé (40% in 7 anni circa), i vantaggi di questo approccio sono essenzialmente due:

Questo studio vuole rappresentare fondamentalmente uno spunto di riflessione ed un’idea operativa suffragata da un’analisi statistica fondata su grandi numeri. Sta poi alla abilità di ogni trader ed investitore catturare al meglio i vantaggi operativi che se ne possono trarre, anche discrezionalmente.



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