L'IMPORTANZA DEL BENCHMARK


Quando si testa e si valida un trading system è sempre opportuno prefissarsi un benchmark, ovvero un indice a cui rapportare le prestazioni del sistema. Questo vale per i gestori di Fondi Comuni, per gli Etf ed anche per chi intende costruire una strategia automatizzata. Il Benchmark rappresenta dunque la grandezza con cui confrontarsi. Scopo primario di un gestore è quello di battere il proprio benchmark. Fare meglio di quest'ultimo non necessariamente implica guadagnare di più, bensì anche guadagnare meglio. Un gestore di fondi azionari non dovrebbe limitarsi a guadagnare più del proprio benchmark ma dovrebbe estendere la propria bravura a limare il più possibile la volatilità rispetto ad esso, migliorando lo smoothing del proprio NAV (Net Asset Value). In base ai sottostanti trattati, si avrà uno specifico benchmark a cui rapportarsi.

Ad esempio se gli strumenti oggetto di analisi sono rappresentati da azioni o indici azionari americani sceglieremo l'indice S&P500; per le azioni italiane avremo l'FTSE MIB, per quelle giapponesi il NIKKEY, e così via. Per le commodities il discorso è sensibilmente più complicato in quanto esiste un indice originariamente elaborato da Goldman Sachs (l'indice GSCI, Goldman Sachs Commodity Index ) la cui proprietà è stata trasferita nel 2007 alla Standard & Poors che attualmente ne cura la pubblicazione e manutenzione. Di seguito riportiamo la composizione attuale di questo indice.

Si nota immediatamente come questo indice sia molto esposto su poche commodities (petrolio in primis) e poco esposto su tante altre (commodities agricole e metalli minori). Per sopperire a queste mancanze, è stato creato un secondo indice ( Dow Jones-UBS Commodity Index ) che si differenzia dal GSCI in quanto ogni commodity non può pesare più del 15% e non meno del 2%. Inoltre nessun settore può pesare più del 33% sul totale. Per quanto attiene i mercati obbligazionari, Barclays Bank cura una lunga e specifica serie di indici che vengono adottati come benchmark da numerosi fondi ed etf obbligazionari. Si spazia dagli Aggregate/Bond Indexes , agli Inflation-linked ai Government indexes .

Nel grafico avente sfondo azzurro, possiamo vedere l'andamento dell'indice US Treasury all maturities dal 1999 ad oggi, il quale ha generato un rendimento annuo composto in 15 anni pari al 4,96%.

Come dicevamo, questi indici sono preziosi per essere comparati alle prestazioni di strategie che vanno a lavorare sui sottostanti alla base di essi.

Nei grafici sovrastanti possiamo facilmente comparare la nostra strategia automatizzata che opera su un paniere di commodities, con il benchmark naturale rappresentato dall'indice GSCI. Questa comparazione è fondamentale per individuare le scorrelazioni fra equity line della strategia ed i sottostanti analizzati. E' inoltre utile per valutare il comportamento del sistema durante le fasi più turbolente del benchmark (in questo esempio il crollo del 2008 rappresenta un ottimo caso di studio). Analogamente per le strategie automatizzate aventi come sottostanti dei titoli azionari. Nell'esempio grafico abbiamo riportato una nostra metodologia daily, di tipo reversal, che opera sulle blue chips americane ed abbiamo utilizzato come benchmark il famoso indice S&P500.



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